Trackpad Art!

Maggio 14, 2009

Sono sempre stata affascinata dall’arte digitale. Si possono raggiungere livelli di realismo elevatissimi, avvalendosi dei filtri e di manipolazione di fotografie.

Le illustrazioni che ho fatto per questo blog sono state realizzate digitalmente, avvalendomi del mouse. Ma finalmente ho trovato un metodo che mi sta dando risultati migliori e grandi soddisfazioni: la Trackpad Art!

Usando il trackpad del portatile è possibile rendere i dettagli dei soggetti in modo vivido, ed è particolarmente apprezzabile la spontaneità del tratto.

Sono orgogliosa di aver dato origine ad una corrente artistica di cotanto valore, che rimarrà nel tempo.

bbtrackAutoritratto dell’artista”.

Tecnica: Trackpad art su foglio digitale.

dimensioni: 10×10 cm

IERI: influenzata a letto. Con il notebook sulle ginocchia trascino faticosamente le mie giornate. Sono circondata da cavi, tavoletta, hard-disk, lampade, prolunghe!!!

Cerco una penna tra le coperte, sposto il computer, i cavi si stringono, un hard disk cade nel vuoto. Pochi secondi che sembrano eterni, la mia faccia contorta dal dolore di ciò che sto vedendo. SPSCHHK!!!

La cattiva notizia è che si è fottuto l’hard disk.

La buona notizia è che con molta pazienza si accende e permette di copiare qualche file, seppur ad una lentezza esasperante.

06may09

OGGI: ancora a letto. Prendo la tavoletta grafica per attaccarla al computer, prendo un usb che spunta dalle coperte e la attacco al computer. Niente.

ODDIOMISIE’ROTTAANCHELATAVOLETTAGRAFICAADESSO??? POSSIBILECHELATECNOLOGIAMISIRIBELLI?

Guardo meglio il cavo della tavoletta. Va a finire in un cassetto della biancheria.

La buona notizia è che attaccando il cavo giusto la tavoletta funziona perfettamente.

La cattiva notizia è che ho un cavo usb nel letto e non so da dove proviene!!!

Essere me.

Maggio 6, 2009

Essere me non è facile.

Diciamo una volta alla settimana, come giorno di riposo, sceglierei di essere qualcun’altro.

Ad esempio una persona iper-organizzata. Sono convinta che anche la sua giornata più incasinata, sarebbe una vacanza per me! “Ahhhh, il dolce silenzio interiore della razionalità!!! Ehi aspetta, chi l’ha detto che sono così vuoto e silenzioso? Shh… senti?! Senti questo borbottio sommesso ed educato, quasi da chiesa? Chissà quali cose intelligentissime sta dicendo la mia mente… avviciniamoci un po’ che non sento, c’è così tanto spazio in me e così poche cose dentro che a volte mi perdo!

Ecco da qui si sente distintamente: è un acutissimo monologo su… un elenco di cose da fare”.

E poi anche quel giorno di riposo guarderei il cielo, solo che stavolta non vedrei un drago bianco che è partito da est per tuffarsi dietro quei monti, o un viso di tritone a bocca aperta che chiama una ninfa dall’altra parte del cielo. No, vedrei UNA NUVOLA! Una nuvola vera, anzi: un CUMULO-NEMBO (razionale, scientifico, indiscutibile).

Sicuramente, sarebbe il giorno in cui andrei a pagare le bollette 20 giorni prima della loro scadenza, e a fare una previdente spesa per tutta la settimana, e mettendola a posto… “qua tutta l’acqua, qua tutte le scatolette in ordine di colore e dimensione, qua tutte le verdure in ordine alfabetico… Ehi, chi ha messo delle bottiglie di acqua dentro la cesta delle legna?”.

Userei questo giorno anche per scoprire cosa significhi non aver paura di annoiarsi un po’ facendo tutte quelle cose che fanno le persone ogni giorno con serietà e autocompiacimento; e per ascoltare, e finalmente comprendere, tutti quei discorsi sulla burocrazia di questo e quello, invece di distrarmi pensando a quanto sarebbero affascinanti quelle stesse regole applicate ad un mondo fantasy.

Sono convinta che se avessi questo unico giorno di riposo, negli altri sei giorni rimanenti, mi tufferei nel mio mondo di caos con ancora più gioia. Perché potrei sguazzare nel mio mondo di salti nel cielo, canti in lingue perdute, tamburelli e pifferi incantati, con la tranquillità di sapere che le bollette sono state pagate in tempo.

Perché ha anche i suoi lati positivi essere caotici, e se tempo fa non avessi riposto quelle bottiglie di acqua nella cesta delle legna per poi scordarmele, ieri sera sarei morta di sete.