Non ho visto cose

Ottobre 1, 2007

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Non ho visto molte cose, e forse non le posso neanche immaginare. Non ho visto la guerra di nazioni, ma ho visto i litigi delle persone in coda per il proprio turno. Non ho visto la gente morire sotto gli occhi impietriti dei propri cari, ma ho visto gli anziani in un ospizio lasciati a vegetare in una lenta morte tra persone che – quando i parenti non vedono – li deridono. Non ho visto sangue da arma da fuoco, ma ho visto gli occhi selvaggi delle persone con i coltelli in tasca, che non hanno niente da perdere. Non ho visto proiettili sfrecciare tra la folla, ma solo cartucce da caccia per uccidere animali innocenti. Basta una foto, però, per farmi vagamente percepire quello che può provare una madre nello stringere il corpo del figlio che sta morendo per colpi da arma da fuoco, in un paese in guerra. Mi smuove dentro, come quando vidi per la prima volta la Pietà di Michelangelo, sfido chiunque a trovarne una più bella e perfetta. Questo bambino che guarda gli occhi della madre come per dire “voglio vivere” l’ho vista per caso in un blog e adesso so che è già registrata dentro me, la sua sensazione di disperazione senza fine, e poi arrendevolezza alla morte. Addio.
Ho ricordato adesso che è da molti giorni, ormai, che ho fatto un sogno che mi ha risvegliato due volte: una volta nel presente e una volta nella consapevolezza profonda di cosa significa vivere. Volevo scrivere qualcosa subito, ma ho preferito lasciare fuggire quella sensazione. Adesso, davanti a questa foto è tornato tutto alla mente come un conato di vomito, e so già che non riuscirò a dire tutto quello che provo, ma solo che l’uomo non sa resistere a violare il corpo degli altri. Qualsiasi cosa, semplicemente Esistendo, è potenzialmente nella posizione di essere plagiata e offesa. La paura nasce dal corpo, perché l’anima è senza punti deboli.

Quando prevale il corpo si diventa codardi, quando prevale l’anima si diventa eroi.

Ma perché… perché l’uomo che impugna un’arma, non può smettere di essere un vigliacco? Perché si deve appigliare alla paura, al sangue e al dolore degli innocenti per vincere le guerre? Perché non prova disgusto per se stesso, ogni volta che preme il grilletto e trae vantaggio da una cosa così fragile e indifesa come il corpo?

Colonna sonora:

“Mad World”

Gary Jules

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